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Chi investe un pedone fuori dalle strisce pedonali sarà perseguibile

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CASSAZIONE PENALE / sentenza 27513, sezione Quarta Penale del 1º giugno 2017

MASSIMA
È responsabile penalmente del reato di lesioni personali colpose il conducente che investe il pedone nonostante attraversi la strada fuori dalle strisce pedonali; l'utente che attraversa improvvisamente la strada costituisce un rischio «tipico» e, dunque, prevedibile, a maggior ragione se l'impatto avviene su un tratto rettilineo e in pieno giorno con buone condizioni di visibilità.

Chi investe un pedone che sta incautamente attraversando fuori dalle strisce pedonali sarà comunque perseguibile

Se investiamo un pedone distratto o poco accorto mentre attraversa fuori dalle strisce pedonali, cosa rischiamo?
Per la Corte di Cassazione, quarta sezione penale, un’incriminazione per reato di lesioni colpose.
Lo hanno stabilito i giudici con la sentenza numero 27513/2017 depositata il 1º giugno 2017, dichiarando inammissibile il ricorso di un motociclista che, a causa della sua condotta negligente e imprudente, aveva investito una donna che aveva riportato una serie di fratture.
Il centauro è stato ritenuto colpevole del reato di lesioni colpose (https://goo.gl/RmmWkT) in quanto la sua condotta di guida era apparsa non idonea a prevenire situazioni di pericolo derivanti da comportamenti scorretti dei pedoni.
Dopo che sia il Giudice di Pace che il Tribunale avevano confermato la condanna a 350 euro di multa ed il risarcimento dei danni in favore della parte civile, l’imputato aveva fatto ricorso affermando che non poteva essergli ascritta alcuna responsabilità, in quanto la parte offesa aveva attraversato imprudentemente fuori dalle strisce pedonali, mettendo in atto un comportamento imprudente.
In Cassazione, però, il motociclista è stato ritenuto colpevole del reato di lesioni colpose poiché il comportamento incauto del pedone è stato considerato prevedibile, in quanto avvenuto su strada rettilinea, in pieno giorno, all’interno di un centro abitato ed a soli 20 metri di distanza dalle strisce.
Tutte circostanze che avrebbero dovuto indurre l’imputato a rallentare per evitare l’impatto, poiché l’attraversamento improvviso rappresenta, in questo caso, un rischio tipico e prevedibile.
Gli Ermellini hanno inoltre sostenuto che se il conducente avesse tenuto una condotta adeguata per velocità, livello di attenzione e prontezza di riflessi, viste le condizioni di tempo e luogo, avrebbe potuto avvedersi della manovra incauta del pedone, evitando di investirlo.
Così facendo, invece, il ricorrente ha violato sia la regola cautelare di fonte sociale, ma anche quella specifica ex articolo 191 del Codice della Strada (https://goo.gl/GUde78).
Pertanto, hanno concluso i giudici di Cassazione, il conducente che durante la marcia noti sul suo percorso la presenza di un pedone che tardi a scansarsi, è tenuto a rallentare la velocità e, se necessario, anche a fermarsi.

FONTE: http://www.mondodiritto.it/codici/codice-penale/art-590-codice-penale-lesioni-personali-colpose.html 

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